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solo si considera la vastità del territorio, le diversità
climatiche, lo stragrande numero di popoli che interessano questa
Nazione, diventa quasi impossibile individuare una cucina nazionale
caratterizzata da elementi comuni.
Se si considera, poi, che per il cinese la composizione del pasto
è orizzontale, collettiva (le pietanze ordinate da uno sono
a disposizione di tutti in modo che tutti possano assaggiare tutto)
e segue l’armonia dei sapori, possiamo dire che è assai
arduo definire le caratteristiche della cucina cinese.
Si possono individuare quattro grandi aree di influenza secondo
le condizioni climatiche che le caratterizzano. In questa prospettiva
le quattro grandi aree sono: il NORD che comprende tutta l’area
nord della nazione fino ai confini con la Mongolia, la Russia e
la Corea e che fa centro in Pechino, l’EST che comprende tutta
la regione a sud di Pechino che si affaccia sul mar della Cina Orientale
e che fa centro nell città di Shanghai, il SUD OVEST che
comprende tutto il territorio interno fino ai confini con il Tibet,
il Nepal e che fa centro nella provincia del Sichuan ed infine il
SUD con tutta la regione che si affaccia sul mar cinese meridionale
che confina con il Viet-Nam, il Laos e la Thailandia e che fa centro
nella città di Canton.
Gli alimenti ed i prodotti che maggiormente, ma non esclusivamente,
vengono utilizzati al Nord sono i ravioli, gli spaghetti di riso
o soia, il cavolo, prodotti mongoli; all’Est ed al Sud sono
il pesce utilizzato moltissimo in una infinità di modi, l’agrodolce
e le zuppe, mentre, infine, al Sud Ovest, la provincia interna,
il peperoncino e l’aglio, la carne di maiale ed i germogli
di bambù.
Delle quattro quella più conosciuta nel mondo è la
cucina cantonese in quanto è stata diffusa dagli emigranti,
ma non è detto che sia la migliore: alcune pietanze quale
ad esempio l’anatra laccata, caratteristica di Pechino, è
molto apprezzata dagli intenditori, così come alcuni piatti
della provincia interna. |
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tutte le cucine del mondo esprimono una filosofia, se l’arte
di sedere a tavola è una ritualità, se la cucina cinese
aggiunge a questi elementi anche la collettività del pasto,
la cucina giapponese arriva a fondere tutti questi elementi in una
armonia di colori e gusti che soddisfano innanzi tutto la vista
e quindi il palato.
Gli ingredienti base della cucina giapponese sono estremamente semplici,
soprattutto riso e pesce, molto pollo e maiale, verdure, ma il suo
segreto sta nel rispettare i sapori genuini dei singoli prodotti
presentandoli con grande cura e con grande armonia di colori e forme.
Altro elemento essenziale sono le salse che accompagnano le pietanze.
La cucina giapponese è caratterizzata soprattutto dall’uso
del pesce crudo composto in varie maniere. Il sushi sono dei filetti
tagliati finissimi di diverse qualità di pesce adagiati su
crocchette di riso bollito, mentre il sashimi sono tagli di pesce
più spessi serviti con la salsa soyu. |